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IL POKER DI BORSALINO & C. IL PROCESSO PRODUTTIVO

Quarto  di quattro cartoni pubblicitari. “ Lo Scipione “

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Quarto e ultimo cartone di un Poker  presentato in questi ultime News.  G.B. Borsalino  fu di Lazzaro & C.  fonda la sua proverbiale capacità ed espansione   nel processo produttivo dei cappelli.  L’azienda è conscia della apprezzata qualità dei cappelli uomo e donna. l processo produttivo è quello che segna l’unicità del prodotto Borsalino, realizzato in feltro di pelo fine (coniglio, lepre, garenne) attraverso cinquanta passaggi produttivi e una media di sette settimane di lavoro per ogni copricapo. Un processo ormai stabilizzato che si è tramandato di generazione in generazione il cui segreto è dato dalla rigorosa sequenza produttiva in cui si alternano passaggi in macchina e interventi con  fermi manuali, che determinano la qualità e il controllo del prodotto finito. Si inizierà un cappello da un primo ciclo di 9 passaggi  di  “ Sfioccatura “ per poi passare subito alla “ Soffiatura “  poi alla “ Imbastitura “ indi alla “Pre -frollatura “, al “  Visitaggio”  e poi al “  Bagnaggio” per arrivare alla “ Follatura “ e alla fine della prima fase,  all’  “ Assemblaggio Bollette “  e  “ Tintura “ . La parte finale  è altrettanto ardua : lo “ Sbridaggio “ imprime una prima  forma al cappello  in calco caldo che poi viene maggiormente definita nell’ “ Apprettatura “. La “forma” è un processo che definisce il copricapo che dovrà passare altri ben  6 stadi  quali la “ Pomiciatura “ ,l’ “ Informatura di seconda “ , il  “ Visitaggio “ , il  “ Bridaggio “ , il “ Brisaggio “,  il “ Finissaggio “ e per terminare  il  “ Cappello finito  e marchiato “ . I processi produttivi sono moltissimi e possono intervenire altre fasi di produzione  secondo modello e forma.  Per sfornare un Borsalino ci vogliono 7 settimane. Il prodotto non è ottimo , è superlativo ed esclusivo. Siamo al termine di questo Poker di  Borsalino pubblicato in queste  10 settimane.  Se avete letto le ultime tre News sapete tutto. Ma la lunga storia di produzione  ci lascerà anche qualcosa di più interessante e diverso dalla solita  novella felice di impresa capace e  ricca :  La manodopera in 100 anni  d’azienda sarà in prevalenza femminile e le «borsaline» saranno  l’emblema aziendale, non solo per la fabbrica, ma anche  come forte spinta  emancipativa   della donna che parlava in dialetto e usava termini non da collegiale ma si vestiva con gradito gusto ed erano corteggiate  sia  per capacità produttiva che per “ moda  vestita e vissuta “.  Gran bella femminilità operaia che solo la Borsalino poteva proporre come stile. Dudovich sarà assiduo frequentatore di casa Borsalino dal 1910 al tutto il 1950 anche senza produrre manifesti o grafica, un’ amicizia  con una   profonda confidenza legheranno l’Artista a tale famiglia di industriali emergenti  piemontesi  con assidue e lunghe frequentazioni sia ad Alessandria che nelle numerose ville  e residenze estive appartenenti alla famiglia industriale Borletti.   Presentiamo questo quarto e ultimo cartone litografico  conservato al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso.   Misura cm . 31,6 x 24,0 ed è databila tra il 1930 e 1935ca, lo stampatore è  sconosciuto come i tre precedenti cartoni. Il cappello  calzato  è presumibilmente  un modello   “ Alessandria Scipione  a cupola “ , abbastanza impegnativo per il suo spessore  e   assemblato con pelle di castoro per aumentare la impermeabilità e conferire al cappello un“ rossastro scuro “ ma ovviamente anche  disponibile in altre  varie colorazioni.  I baffi del volto umano  vengono rigorosamente  ripresi  e nell’opera  nuovamente troviamo  la sigaretta  in bocca all’uomo ritratto. Sempre notiamo  il bavero alto con la comparsa di un nuovo accessorio quale  la sciarpa bianca che completa un’opera semplice  e diretta.  A destra  una linea di produzione con le  ricercate “ borsaline” al lavoro. Grafica litografica   visibile alla sezione Manifesti > Borsalino. “© 2019 archivio MD”



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