P21 Manifesti pubblicità : “ Lido di Milano, Luna Park “. Una donna in costume si sta tuffando a braccia aperte . Sullo sfondo una mezzaluna e un’orchestra per intrattenimenti e giochi acquatici notturni. ( Catalogo Curci n. 254 ) - Marcello Dudovich
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Tecnica: Manifesto cromolitografico su carta
Dimensione: cm 195 x 140
Anno: 1929-1930 ca
Soggetto: Lido di Milano, San Siro, Luna Park.

Stampa: Edizioni Star Milano

Riferimenti storici: Lido Milano – San Siro
Provenienza: Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso. Foto 18941 VE 53668 – Catalogo 05 00674434 ( due esemplari)

Note : Siamo a Milano, quartiere   “San Siro”, zona di pregio residenziale posta ad Ovest dell’agglomerato urbano. Tra il 1920 e 1930 tale quartiere  sarà oggetto di alcune rilevanti  edificazioni  dedicate all’attività sportiva quali,  nel 1920 ca l’ Ippodromo del galoppo  e trotto con le loro scuderie e cottage  House  in stile  Liberty / Vittoriano, poi nel 1926 lo stadio  Giuseppe Meazza , nel 1931 il Lido Luna Park e nel tardo 1979 il Palazzetto dello Sport; una sorta  di  “città dello sport” inizialmente frequentata  dall’èlite milanese  amante  delle corse ippiche che in quegli anni spopolavano tra mondanità e denaro ”piazzato” o “vincente “. La società incaricata della costruzione del Lido  fu  la “Società Anonima del Luna Park Lido di Milano”, il progetto, a cura dell’ingegnere milanese Cesare Marescotti   prevedeva la costruzione di piscine di forme irregolari appositamente create per lo svago e attrezzature  di giochi  su un’area di  ben 18 mila metri quadrati. L’inaugurazione del Lido –  Luna Park  ebbe luogo il 5 luglio 1931 e l’impianto iniziale consistette di due  enormi vasche  ( 6000 mq + 3000 mq) separate da un molo finto con degli scogli, pontili, attracchi e lampioni in stile veneziano, nel padiglione centrale vi era un ristorante con una pista da ballo e l’intera struttura era completata da una ruota panoramica e  giostre da Luna Park. La formula ebbe però scarso successo e nel 1936 l’impianto fu acquistato dal comune di Milano che diede alla struttura un indirizzo più sportivo eliminando molti ma non tutti   gli elementi “frivoli” trasformando alcune aree  ludiche in attrezzature sportive, furono aumentati i campi da tennis, eliminate le barchette, costruiti i campi da bocce e la pista di pattinaggio, tiro con l’arco e una palestra per il corpo libero. Fu questa una mossa  commerciale di rilevanza in quanto i milanesi incominciarono a frequentarlo molto più  assiduamente  anche a seguito di una intensa campagna pubblicitaria di vari autori grafici più o meno noti  nella quale anche Dudovich trovò un suo ruolo  con l’ideazione del manifesto che presentiamo in questa News. Siamo nel 1929 – 1930 ca e la spinta del regime mussoliniano aveva già fondato parte della sua forza   sull’incremento dell’attività sportiva   e  la presenza del Lido in prossimità di altre strutture  facilitavano l’integrazione di quest’ultimo in un contesto ormai collaudato e ben frequentato di ippica  e calcio diventando per tutti gli anni Trenta uno dei luoghi di rinfresco estivo  più frequentati dai milanesi. Presentiamo  dunque  questo composto manifesto estivo  nel quale viene ritratta una donna abbronzata in  costume  verde  nello slancio  di un tuffo a “ volo d’angelo “. Sullo sfondo  una piccola “orchestrina “ rende  sottile e  leggero  il senso del divertimento  notturno chiaramente rappresentato dalla  mezza luna  bianca  e dal fondo nero della sera. Tutto semplice, bello e gaudente. “© 2017 archivio MD”

A Destra : fotogramma d’epoca del Lido nel 1932

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Pubblicità Manifesti
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